

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|---|
| 10mg | 360 compresse | €0,56 | €237,98 €202,29 Miglior prezzo | |
| 10mg | 180 compresse | €0,64 | €135,54 €115,21 | |
| 10mg | 120 compresse | €0,73 | €103,47 €87,95 | |
| 10mg | 90 compresse | €0,81 | €85,87 €72,99 | |
| 10mg | 60 compresse | €0,90 | €63,11 €53,64 | |
| 10mg | 30 compresse | €1,08 | €38,28 €32,53 | |
| 10mg | 10 compresse | €1,32 | €15,51 €13,18 | |
| 20mg | 180 compresse | €0,63 | €134,51 €114,33 | |
| 20mg | 120 compresse | €0,69 | €98,29 €83,55 | |
| 20mg | 90 compresse | €0,77 | €81,74 €69,48 | |
| 20mg | 60 compresse | €0,79 | €55,87 €47,49 | |
| 20mg | 30 compresse | €0,97 | €34,14 €29,02 | |
| 40mg | 360 compresse | €0,90 | €378,71 €321,91 Popolare | |
| 40mg | 180 compresse | €0,94 | €199,70 €169,74 | |
| 40mg | 120 compresse | €1,06 | €149,00 €126,65 | |
| 40mg | 90 compresse | €1,18 | €125,20 €106,42 | |
| 40mg | 60 compresse | €1,21 | €85,87 €72,99 | |
| 40mg | 30 compresse | €1,51 | €53,80 €45,73 |
Omeprazolo è un inibitore della pompa protonica che blocca in modo mirato la pompa H+/K+-ATPasi nelle cellule parietali dello stomaco, riducendo la secrezione di acido gastrico. È principalmente utilizzato per trattare condizioni legate all'eccesso di acido, come reflusso gastroesofageo, ulcere peptiche e gastrite erosiva, e per prevenire complicanze legate all'iperacidità.
Omeprazolo appartiene alla classe degli inibitori della pompa protonica. È una molecola lipofila che, una volta esposta all'ambiente acido dello stomaco, si trasforma nell'enzima attivo che si lega irreversibilmente alla pompa protonica, verrà così inibita la secrezione di HCl per un periodo prolungato. Questa azione si traduce in una riduzione sostenuta dell'acidità gastrica, utile in diverse condizioni correlate all'iperacidità.
Le formulazioni disponibili includono capsule o compresse, talvolta somministrate in sospensione per il uso pediatrico o in particolari contesti clinici. L'inizio dell'effetto può manifestarsi entro poche ore, con un'eleggibile durata terapeutica che varia a seconda della dose e della familiarità del paziente con il farmaco. L'impiego è spesso guidato da indicazioni di breve/medio periodo, ma può essere prolungato se indicato dal medico per condizioni ricorrenti o in contesti di terapia concomitante.
Le principali indicazioni includono la gestione del reflusso gastroesofageo con o senza esofagite, la guarigione delle ulcere gastriche e duodenali, e la gastrite erosiva associata all'iperacidità. È impiegato anche per prevenire ulcere da stress in contesti clinici ad alto rischio e per ridurre i sintomi di bruciore retrosternale legati all'acidità eccessiva.
In ambito pratico, la posologia è adattata al quadro clinico: tipicamente si utilizzano dosi quotidiane di 20–40 mg, con durata variabile da settimane a mesi a seconda della risposta e della diagnosi. Nei bambini, negli anziani o in condizioni particolari, la dose viene modulata dal medico. È consigliabile assumere Omeprazolo circa prima dei pasti, e seguire le indicazioni professionali per la durata della terapia e per eventuali periodi di sospensione.
Controindicato in presenza di ipersensibilità nota all’Omeprazolo o ad altri inibitori della pompa protonica. Pur essendo generalmente ben tollerato, l’uso in gravidanza o durante l’allattamento deve essere valutato caso per caso, bilanciando benefici e potenziali rischi e sotto supervisione medica.
Tra le precauzioni, si deve considerare una valutazione accurata in caso di insufficienza renale o epatica, con eventuale aggiustamento della dose e monitoraggio clinico. L’uso prolungato aumenta il rischio di carenze nutrizionali, tra cui vitamina B12 e magnesio, e può interferire con l’assorbimento di calcio e con la salute ossea, esponendo a una maggiore incidenza di fratture, soprattutto in popolazioni ad alto rischio. Un uso prolungato è anche associato a un aumentato rischio di infezione da Clostridium difficile e di polmonite insertiva, soprattutto in pazienti ospedalizzati.
In contesto pratico, per i soggetti con malattie croniche o che assumono più farmaci, è essenziale rivalutare periodicamente la necessità della terapia e monitorare eventuali segni di complicanze gastro-intestinali o sistemiche. La gestione di pazienti in età avanzata o con comorbidità va personalizzata, tenendo conto di sintomi nuove o peggiorati e di possibili effetti collaterali già segnalati.
Gli effetti avversi più comuni includono mal di testa, dolore addominale, diarrea o stipsi, nausea e disturbi gastrointestinali lievi. Alcuni pazienti riferiscono vertigini o sensazione di affaticamento, soprattutto nelle fasi iniziali della terapia. Rari disturbi di laboratorio possono includere lievi alterazioni della funzionalità epatica.
Tra gli effetti meno comuni si osservano eruzione cutanea, prurito, secchezza della bocca e reazioni allergiche moderate. Reazioni anafilattiche e segnali di ipersensibilità grave sono estremamente rari ma richiedono immediata assistenza sanitaria. In uso prolungato, possono emergere sintomi non specifici come debolezza, crampi o confusione; in presenza di tali segnali è opportuno contattare il medico per una valutazione accurata.
Omeprazolo può influenzare l’efficacia o la sicurezza di altri farmaci. Un esempio chiave è la possibile riduzione dell’attivazione di clopidogrel: in co-somministrazione può diminuire l’effetto antipiastrinico e può richiedere una revisione della terapia. Un incremento del rischio di sanguinamento è possibile in associazione con warfarin, quindi sono indicati controlli periodici della coagulazione.
Altre interazioni includono metotrexato, diazepam e fenitoina, che possono presentare aumenti delle concentrazioni plasmatiche. Gli antifungini azolici (come ketoconazolo e itraconazolo) possono avere assorbimento ridotto se presi con Omeprazolo, a causa della minore acidità gastrica necessaria per la loro solubilità. Anche farmaci che richiedono un ambiente acido per l’assorbimento (alcuni antibiotici o integratori di ferro) possono vedere una minore efficacia: è consigliata una differente temporizzazione di somministrazione rispetto al PPI.
In uso a lungo periodo, occorre considerare l’impatto sull’assorbimento di vitamine e minerali come vitamina B12 e magnesio. Per la gestione delle interazioni pharmacologiche, è fondamentale una valutazione personalizzata da parte del medico, che può offrire indicazioni su alternative terapeutiche, pianificazione delle incompetenze e tempi di somministrazione adeguati a minimizzare le interferenze.
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