

| Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|
| 350 compresse | €0,48 | €225,78 €169,34 | |
| 140 compresse | €0,53 | €99,98 €74,99 | |
| 84 compresse | €0,60 | €67,72 €50,79 | |
| 56 compresse | €0,67 | €49,98 €37,49 | |
| 28 compresse | €0,74 | €27,40 €20,55 | |
| 14 compresse | €0,96 | €17,73 €13,29 | |
| 350 compresse | €0,52 | €243,53 €182,64 Spedizione gratuita | |
| 140 compresse | €0,57 | €106,43 €79,82 | |
| 98 compresse | €0,63 | €82,24 €61,68 | |
| 84 compresse | €0,70 | €79,01 €59,26 | |
| 56 compresse | €0,77 | €58,05 €43,54 | |
| 28 compresse | €0,86 | €32,24 €24,18 | |
| 14 compresse | €1,12 | €20,95 €15,71 | |
| 350 compresse | €0,64 | €299,98 €224,98 Spedizione gratuita | |
| 140 compresse | €0,71 | €133,85 €100,39 | |
| 84 compresse | €0,81 | €90,30 €67,73 | |
| 56 compresse | €0,88 | €66,11 €49,58 | |
| 28 compresse | €0,99 | €37,08 €27,81 | |
| 14 compresse | €1,21 | €22,56 €16,92 |
L'ipertensione, l'angina pectoris e alcune aritmie tachicardiche rappresentano i sintomi e le condizioni per cui l'atenololo è comunemente prescritto. Si tratta di un beta-bloccante cardioselettivo noto per la sua azione mirata sul cuore. Atenololo, quindi, è un principio attivo utilizzato per modulare la funzione cardiaca e influire sulla pressione arteriosa.
A livello farmacologico, atenololo è un beta-bloccante cardioselettivo che si lega principalmente ai recettori beta-1 del cuore. Riduce la frequenza cardiaca, la forza di contrazione e la velocità di conduzione, con conseguente diminuzione della richiesta di ossigeno da parte del miocardio. L'assorbimento orale è affidabile e l'eliminazione avviene prevalentemente per via renale, con un'emivita tipica di circa 6–7 ore. Tale profilo supporta cicli di dosaggio quotidiano, da personalizzare in base a età, comorbidità e funzione renale.
Pur essendo cardioselettivo, l'atenololo può influire anche su altri tessuti e, in presenza di patologie polmonari o predisposizioni, è necessaria una valutazione clinica accurata. La scelta di utilizzare atenololo richiede monitoraggio pressorio e della frequenza cardiaca, nonché attenzione a eventuali segnali di bradicardia, affaticamento o peggioramento respiratorio in pazienti con malattia polmonare preesistente.
Nel panorama dei beta-bloccanti, atenololo si distingue per alcune caratteristiche di farmacocinetica e per il profilo di tollerabilità. Rispetto ad altri farmaci come metoprololo e bisoprololo, può offrire vantaggi in termini di minore penetrazione nel sistema nervoso centrale e di eliminazione prevalentemente renale, elementi che incidono su scelta terapeutica e necessità di monitoraggio renale.
Metoprololo e bisoprololo sono inoltre beta-bloccanti cardioselettivi, ma presentano differenze di lipofilia, metabolismo e durata d’azione. Metoprololo è più lipofilo e si lega meno idealmente a recettori beta-2; viene in genere metabolizzato dal fegato (CYP2D6) e può avere maggiore effetto sul sistema nervoso centrale, con possibili effetti collaterali come sonnolenza. Bisoprololo tende ad avere un profilo intermedio tra i due in termini di lipofilia e tollerabilità, con una lunga emivita che favorisce una gestione comoda in combinazioni complesse.
In sostanza, la scelta tra atenololo, metoprololo e bisoprololo dipende dal contesto clinico, dalle condizioni renali ed epatiche, dall’eventuale presenza di patologie polmonari e dalla tollerabilità individuale. Come regola generale, si privilegia la beta-1 selettività per minimizzare effetti indesiderati sulle vie aeree, ma la personalizzazione terapeutica resta essenziale.
Gli usi principali includono controllo dell’ipertensione arteriosa e prevenzione dell’ischemia miocardica in pazienti con angina stabile. L’atenololo è spesso impiegato come parte di una terapia di lunga durata per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in soggetti con malattia coronarica. Inoltre, è indicato per la gestione di alcune aritmie sopraventricolari, tarando la frequenza cardiaca in situazioni di tachicardia sensibile al beta-blocco.
Un ruolo significativo è stato attribuito all’atenololo in seguito a infarto miocardico: riducendo la richiesta di ossigeno e stabilizzando la funzione ventricolare, può contribuire a ridurre la mortalità in determinati profili. L’uso in terapia di mantenimento dovrebbe essere valutato dal medico sulla base di parametri emodinamici, funzione renale e tolleranza al farmaco.
In pratica, la posologia e l’obiettivo terapeutico variano con l’indicazione (ipertensione, angina, post-infarto) e con la risposta individuale. L’adeguamento del dosaggio richiede controlli periodici della pressione, della frequenza cardiaca e, se necessario, della funzione renale. L’uso durante la gravidanza o in allattamento va discusso attentamente con il medico.
Di seguito una tabella sintetica che mette a confronto Atenololo, Metoprololo e Bisoprololo su aspetti utili per la scelta terapeutica.
| Caratteristica | Atenololo | Metoprololo | Bisoprololo |
|---|---|---|---|
| Selettività beta-1 | Alta | Alta, ma meno specifica del tutto | Alta |
| Penetrazione nel SNC | Bassa | Relativamente alta | Moderata |
| Metabolismo ed eliminazione | Renale (eliminazione spesso invariata) | Fegato (CYP2D6) | Fegato/renale (metabolismo e escrezione) |
| Indizioni comuni | Ipertensione, Angina, post-infarto | Ipertensione, Angina, post-infarto | Ipertensione, Angina |
Gli effetti avversi più comuni includono bradicardia, affaticamento, capogiro e freddo agli estremi. Alberga un rischio di peggioramento di sintomi respiratori in soggetti con patologie polmonari preesistenti, per cui è fondamentale una valutazione accurata prima di iniziare il trattamento. L’uso concomitante con calcio-antagonisti non didope o con altri farmaci che rallentano la conduzione cardiaca può aumentare il rischio di blocco AV o bradicardia grave.
Un'attenzione particolare va posta sul possibile fenomeno di “rebound” se l’assunzione viene interrotta in modo improvviso dopo un uso prolungato: la sospensione va sempre fatta gradualmente sotto supervisione medica. Nel diabete, l’atenololo può mascherare segni di ipoglicemia; nei pazienti con insufficienza renale, il dosaggio va ricalibrato e monitorato. Non è consigliato, senza indicazione medica, apportare modifiche sostanziali al trattamento o allontanarsi dall’assunzione programmata.
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