| Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
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| 360 compresse | €0,60 |
€290,30
€217,72
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| 180 compresse | €0,67 |
€159,66
€119,74
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| 120 compresse | €0,75 |
€119,34
€89,50
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| 90 compresse | €0,80 |
€95,14
€71,36
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| 60 compresse | €0,86 |
€69,34
€52,00
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| 30 compresse | €0,93 |
€37,08
€27,81
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| 360 compresse | €0,73 |
€348,36
€261,27
Spedizione gratuita
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| 180 compresse | €0,79 |
€188,69
€141,52
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| 120 compresse | €0,85 |
€135,46
€101,60
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| 90 compresse | €0,92 |
€109,66
€82,24
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| 60 compresse | €1,03 |
€82,24
€61,68
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| 30 compresse | €1,19 |
€46,76
€35,07
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| 360 compresse | €0,81 |
€388,68
€291,51
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| 180 compresse | €0,96 |
€229,01
€171,76
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| 120 compresse | €1,09 |
€174,17
€130,63
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| 90 compresse | €1,21 |
€145,14
€108,86
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| 60 compresse | €1,22 |
€98,37
€73,78
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| 30 compresse | €1,29 |
€51,60
€38,70
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| 20 compresse | €1,37 |
€37,08
€27,81
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| 10 compresse | €1,38 |
€17,73
€13,29
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Le condizioni cliniche principali che richiedono l’impiego di Warfarina includono la prevenzione e il trattamento di tromboembolismi associati a fibrillazione atriale, trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, nonché la protezione contro la formazione di coaguli in pazienti con valvole cardiache meccaniche o ripristinate, o in contesti perioperatori ad alto rischio trombotico. La Warfarina è un anticoagulante orale antagonista della vitamina K, impiegato per modulare la coagulazione in modo longitudinale e controllato, sotto stretto monitoraggio medico.
Questo farmaco agisce modulando l’attività della vitamina K, necessaria per la sintesi funzionale di fattori della coagulazione II, VII, IX e X, nonché delle proteine anticoagulanti C e S. La sua azione è graduale e richiede una sorveglianza laboratoristica, tipicamente mediante INR, per adattare il dosaggio alle risposte individuali e alle condizioni cliniche variabili del paziente.
La Warfarina è indicata per la prevenzione primaria e secondaria di eventi tromboembolici in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e in coloro che hanno trombosi venosa profonda o embolia polmonare. È altresì impiegata per la prevenzione di coaguli in pazienti con valvole cardiache meccaniche o con determinate valvulopatie, dove l’eccesso di formazione di coaguli complica la funzione valvolare. In contesto perioperatorio, può essere utilizzata per ridurre il rischio di tromboembolia in interventi ad alto rischio, variando l’uso in base alla situazione clinica e al periodo di transizione ad altri anticoagulanti. L’obiettivo terapeutico è mantenere l’INR all’interno di range stabiliti per ciascun indicatore clinico, minimizzando sia il rischio di eventi trombotici sia quello di sanguinamento.
La gestione della terapia richiede una pianificazione individualizzata: iniziare o riprendere Warfarina dopo una valutazione del tromboembolismo, prevedere eventuali terapie di sostegno (come la terapia di “bridging” con eparina quando indicato), e programmare controlli INR frequenti durante la fase di aggiustamento del dosaggio. Una tale personalizzazione è essenziale per bilanciare efficacia e sicurezza nella prevenzione delle coagulopatie.
Controindicazioni principali includono gravidanza nota o potenziale (Warfarina è classificata come teratogeno e può causare danni feti), sanguinamenti attivi, malattie emorragiche non controllate, insufficienza epatica grave e ipertensione intracranica non controllata. Persistente malnutrizione o deficit di vitamina K, nonché iper-sensibilità al principio attivo, sono ulteriori motivi di esclusione. In presenza di ie sopra descritte, l’uso della Warfarina è sconsigliato o richiede valutazione specialistica attenta prima di procedere.
Precauzioni essenziali includono il monitoraggio regolare dell’INR per mantenere il range terapeutico, l’attenzione ai fattori che influenzano l’assorbimento e il metabolismo del farmaco, e la gestione delle interazioni farmacologiche e alimentari. Notevole è l’importanza di evitare improvvisi cambiamenti nell’assunzione di vitamina K (verdure a foglia verde, olio di soia) che possono modulare l’efficacia anticoagulante. Nei pazienti anziani o con compromissione epatica/renale, o in condizioni di malnutrizione, può essere necessaria una sorveglianza INR più stringente e una revisione del dosaggio.
Nelle procedure chirurgiche o odontoiatriche programmate, è spesso necessario coordinare la sospensione temporanea della Warfarina e, se indicato, introdurre una terapia di “bridging” con eparina, valutando i rischi di sanguinamento rispetto al rischio trombotico. L’uso concomitante di altri farmaci e sostanze richiede una valutazione accurata per evitare squilibri tra anticoagulazione e sanguinamento.
Molto comuni (≥1/10) includono sanguinamenti minori come epistassi, sanguinamento gengivale e petecchie, nonché ecchimosi. Possono verificarsi microemorragie ed easy bruising in aree diverse del corpo, soprattutto durante i periodi di aggiustamento della dose o in presenza di condizioni che aumentano la fragilità capillare.
Comuni (≥1/100 a <1/10) comprendono sanguinamenti gastrointestinali (melena, ematochezia), sanguinamenti urinari, ematomi più estesi e allo stesso tempo episodi di sanguinamento durante esami strumentali o procedure minori. Possono presentarsi anche alterazioni transitorie del numero di globuli bianchi o piastrine, sebbene meno frequentemente.
Rari (≥1/1000 a <1/100) includono emorragie intracraniche o retroperitoneali, che richiedono immediata valutazione medica e spesso intervento. Può verificarsi necrosi cutanea, soprattutto nelle prime settimane di trattamento, associata a difetti metabolici o a condizioni di vitamina K insufficiente, e rare reazioni allergiche gravi.
Molto rari (<1/10000) riguardano complicanze estremamente inusuali, come ischemie pulmonares parziali, trombocitopatie idiosincrasiche o reazioni anafilattoidi; in generale, tali eventi sono eccezionali e richiedono rivalutazione completa della terapia.
Interazioni farmacologiche che aumentano l’effetto anticoagulante o il rischio di sanguinamento includono antiplateletici (aspirina, clopidogrel), NSAID, inibitori selettivi della serotonina (SSRI) e alcuni antibiotici (metronidazolo, cotrimossazolo, fluconazolo, macrolidi). Antifungini azolici e inibitori proteasi possono aumentare l’INR mediante inibizione del metabolismo metabolico della warfarina. In questi casi si rende necessario un aggiustamento della dose e un monitoraggio INR più frequente.
Interazioni che riducono l’efficacia anticoagulante includono induttori enzimatici come rifampicina, fenitoina, carbamazepina, barbiturici e altre resine ipolipemizzanti che accelerano il catabolismo della warfarina. In tali casi, potrebbe essere necessario aumentare il dosaggio e monitorare attentamente l’INR.
Interazioni alimentari e nutrizionali comprendono variazioni significative dell’assunzione di vitamina K presente in verdure a foglia verde (kale, cavolo, spinaci, broccolo). Fluttuazioni frequenti di dieta possono provocare cambiamenti repentini dell’INR, rendendo essenziale la coerenza dietetica e la comunicazione su modifiche dietetiche al medico. Altre sostanze erboristiche (ginkgo, ginseng, aglio) possono alterare la coagulazione o potenziare l’effetto di sanguinamento; vanno usate con cautela e sotto controllo medico.
Si segnala che la gestione della Warfarina durante interventi chirurgici o procedure invasive deve essere pianificata con attenzione, includendo potenziali piani di sostituzione temporanea o “bridging” con eparina, in base al rischio trombotico del paziente e alle condizioni di sanguinamento.
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