

| Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|
| 180 compresse | €0,80 | €191,87 €143,90 | |
| 120 compresse | €1,02 | €162,85 €122,13 | |
| 90 compresse | €1,11 | €133,82 €100,37 | |
| 60 compresse | €1,29 | €103,18 €77,39 | |
| 30 compresse | €1,66 | €66,10 €49,57 | |
| 360 compresse | €1,29 | €620,79 €465,60 Spedizione gratuita | |
| 180 compresse | €1,34 | €322,48 €241,86 Spedizione gratuita | |
| 120 compresse | €1,38 | €220,90 €165,67 | |
| 90 compresse | €1,52 | €182,20 €136,65 | |
| 60 compresse | €1,72 | €137,05 €102,78 | |
| 30 compresse | €2,14 | €85,45 €64,08 | |
| 180 compresse | €2,52 | €603,06 €452,29 Spedizione gratuita | |
| 120 compresse | €2,72 | €435,36 €326,52 Spedizione gratuita | |
| 90 compresse | €2,98 | €356,35 €267,26 Spedizione gratuita | |
| 60 compresse | €3,35 | €267,66 €200,74 Spedizione gratuita | |
| 30 compresse | €4,03 | €161,23 €120,92 |
Scoperta nel 1983 da Organon e commercializzata dal 1994, la mirtazapina è diventata uno degli antidepressivi atipici più usati al mondo. Il suo profilo farmacologico è distinto: non è uno SSRI classico, ma agisce sui recettori alfa-2 adrenergici e sui recettori istaminergici H1, modulando la trasmissione noradrenergica e serotoninergica in modo complementare.
La mirtazapina è classificata come NaSSA, un antidepressivo atipico che potenzia indirettamente la liberazione di noradrenalina e serotonina tramite l’antagonismo dei recettori alfa-2 presinaptici. Allo stesso tempo blocca specifici recettori serotoninergici (5-HT2 e 5-HT3) e ha un marcato effetto antistaminico, contribuendo al profilo sedativo. Questa combinazione spiega sia l’effetto sull’umore sia la facilità nel favorire il sonno in molte persone depresse.
Grazie a tale meccanismo, la mirtazapina può offrire una risposta rapida su sintomi affettivi e insonnia, distinguendosi da altri antidepressivi che agiscono principalmente sui soli sistemi serotoninergico o noradrenergico. L’azione sinergica sui sistemi neuronali della corteccia frontale e delle reti limbiche può tradursi in miglioramento dell’umore, riduzione dell’ansia e maggiore ritmo sonno-veglia.
Le indicazioni principali della mirtazapina riguardano la depressione maggiore, dove può favorire sia il miglioramento dell’umore sia la riduzione dei sintomi ansiosi associati. In molti pazienti, soprattutto se coesistono insonnia e perdita di appetito, la sua azione sedativa e antistaminica può facilitare l’inizio del trattamento e l’aderenza terapeutica.
Oltre all’uso depresso-motivazionale, la mirtazapina viene impiegata per disturbi associati all’alterazione del sonno, insonnia con depressione e, in alcune situazioni, per migliorare l’appetito e il peso corporeo. In linea generale resta un trattamento prescritto da un medico, che valuta l’equilibrio tra beneficio atteso e potenziali effetti indesiderati.
In età adulta, la mirtazapina è talvolta usata in contesti di ansia o disturbi correlati, oppure in riabilitazione di pazienti con comorbità depressiva che necessitano una gestione integrata: in ogni caso si privilegiano dosi e schemi personalizzati. L’uso pediatrico è più limitato e deve essere guidato con attenzione dal medico, soprattutto per valutare sicurezza ed efficacia.
La somministrazione avviene per via orale, di norma sotto forma di compresse o compresse disintegrabili in bocca. Il regime iniziale consiglia una dose di 15 mg una volta al giorno, preferibilmente prima di andare a letto per facilitare la sedazione associata. Se necessario, il medico può valutare un aumento graduale a 30 mg dopo una o due settimane.
La dose massima raccomandata è di 45 mg al giorno, controllando sempre la tollerabilità e gli effetti sedativi. La mirtazapina può richiedere alcune settimane per mostrare un beneficio completo sull’umore; per questo motivo è essenziale non interrompere improvvisamente il trattamento e seguire le indicazioni del medico sulla titolazione.
Alcune formulazioni includono versioni orodispersibili, utili per chi ha difficoltà a deglutire o per migliorare l’aderenza se si verifica sonnolenza diurna. In presenza di altre terapie o condizioni mediche, il medico può adeguare l’orario di assunzione e le dosi per minimizzare i rischi e ottimizzare l’efficacia.
Prima di iniziare la mirtazapina è fondamentale discutere eventuali condizioni mediche pregresse, come malattie epatiche, renali o problemi di pressione. Segnali di allarme includono cambi improvvisi dell’umore, ideazione suicidaria o comportamenti rischiosi, che richiedono una valutazione immediata da parte di un medico.
Interazioni comuni vanno considerate: l’uso insieme ad alcol può aumentare la sedazione e la sonnolenza; l’associazione con altri antidepressivi o sedativi deve essere gestita dal medico per prevenire effetti indesiderati gravi, inclusa la sindrome serotoninergica. È inoltre consigliabile informare il medico di eventuali farmaci prescritti dall’otorinolaringoiatra, dal cardiologo o dal neurologo.
La sicurezza in gravidanza e allattamento richiede un confronto accurato tra benefici e rischi: la mirtazapina va usata solo se il beneficio supera chiaramente i potenziali rischi per il feto o il lattante. Degli aggiornamenti sul profilo farmacologico guidano la decisione clinica, ponendo l’attenzione sui pazienti anziani e su chi assume diuretici o farmaci che modificano l’equilibrio elettrolitico.
Tra gli effetti più frequenti vi sono sonnolenza diurna, aumento dell’appetito e, di conseguenza, possibile aumento di peso. Alcune persone riferiscono bocca secca, vertigini, stipsi o mal di testa, soprattutto nelle prime settimane di trattamento. Il sonno profondo e ristoratore può migliorare, ma la sensazione di sedazione resta una caratteristica consistente per molti pazienti.
Altri effetti possono includere confusione, affaticamento o cambiamenti nell’umore; in rarissimi casi si osservano battiti irregolari o ipertensione passeggera. Nei pazienti più anziani resta una particolare attenzione al rischio di cadute o rallentamenti cognitivi, soprattutto all’inizio o durante i cambi di dose.
Segnali che richiedono attenzione immediata includono febbre alta, rigidità muscolare, agitazione marcata o alti livelli di agitazione, nonché pensieri suicidari o comportamenti insoliti. In presenza di sintomi gravi o insoliti, contattare il medico o recarsi al pronto soccorso per una valutazione rapida.
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