| Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
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| 360 compresse | €0,50 |
€256,71
€179,70
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| 270 compresse | €0,56 |
€217,49
€152,24
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| 180 compresse | €0,62 |
€160,44
€112,31
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| 120 compresse | €0,79 |
€135,48
€94,84
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| 90 compresse | €0,87 |
€112,30
€78,61
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| 60 compresse | €1,00 |
€85,56
€59,89
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| 30 compresse | €1,50 |
€64,17
€44,92
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| 360 compresse | €0,60 |
€308,42
€215,89
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| 270 compresse | €0,62 |
€240,67
€168,47
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| 180 compresse | €0,70 |
€180,05
€126,04
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| 120 compresse | €0,74 |
€126,57
€88,60
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| 90 compresse | €0,84 |
€106,95
€74,87
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| 60 compresse | €0,90 |
€76,65
€53,65
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| 30 compresse | €0,96 |
€40,99
€28,69
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| 360 compresse | €0,61 |
€313,77
€219,64
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| 270 compresse | €0,69 |
€265,63
€185,94
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| 180 compresse | €0,75 |
€192,53
€134,77
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| 120 compresse | €0,82 |
€140,83
€98,58
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| 90 compresse | €0,85 |
€108,74
€76,12
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| 60 compresse | €1,00 |
€85,56
€59,89
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| 30 compresse | €1,50 |
€64,17
€44,92
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| 360 compresse | €0,76 |
€392,21
€274,55
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| 270 compresse | €0,77 |
€297,72
€208,40
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| 180 compresse | €0,79 |
€201,45
€141,01
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| 90 compresse | €0,85 |
€108,74
€76,12
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| 60 compresse | €0,94 |
€80,21
€56,15
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Molte condizioni cardiache si manifestano con palpitazioni rapide, dolore toracico durante lo sforzo, o una pressione arteriosa elevata che persiste nonostante altre terapie. In ambito neurologico si osservano tremori marcati, emicranie ricorrenti o ansia che compromette la qualità della vita quotidiana. In questi contesti, il Propranololo è tra i farmaci più usati per modulare la risposta adrenergica, rallentando la frequenza cardiaca e riducendo la tensione vascolare. Si tratta di un beta-bloccante non selettivo, capace di agire su recettori beta-1 e beta-2 sparsi nell’organismo, con un profilo che abbraccia sia l’apparato cardiovascolare sia aspetti neurologici.
Questo profilo di utilizzo rende Propranololo uno strumento versatile, impiegato in contesti acuti e cronici. L’obiettivo è controllare la risposta eccessiva dell’organismo al catecolamine, migliorando la tolleranza all’esercizio, riducendo la frequenza cardiaca a riposo e durante lo sforzo, e modulando risposte traumatiche in alcune condizioni di dolore o di malattia neurologica. L’assunzione va sempre guidata dal medico, considerando età, comorbità e eventuali terapie concomitanti.
Il Propranololo è un beta-bloccante non selettivo che agisce bloccando sia i recettori beta-1 cardiaci sia i recettori beta-2 presenti nei polmoni, nei vasi e nel sistema nervoso. Grazie a questo meccanismo, si ottiene una diminuzione della frequenza cardiaca, una riduzione della gittata cardiaca e una minore secrezione di renina, con un effetto complessivo di abbassamento della pressione arteriosa e riduzione dello sforzo cardiaco.
È disponibile in diverse formulazioni orali, comprese compresse a veloce rilascio e forme a rilascio prolungato, permettendo dosaggi personalizzati. La lipofilia del principio attivo favorisce una buona penetrazione sistemica, inclusa la possibilità di attraversare la barriera emato-encefalica. Queste caratteristiche ne espandono gli impieghi, ma richiedono un monitoraggio attento degli effetti indesiderati e delle interazioni farmacologiche.
In ipertensione, il suo effetto brunisce la carica adrenergica e la domanda di ossigeno del cuore, contribuendo al controllo della pressione nel tempo, in particolare quando è necessario un approccio multidisciplinare. Nelle angine può ridurre la frequenza cardiaca e la domanda di ossigeno del miocardio, migliorando la tolleranza all’attività fisica. Nei ritmi ventricolari veloci, come fibrillazione o flutter atriale, aiuta a controllare la risposta ventricolare e a stabilizzare la situazione emodinamica.
In prevenzione secondaria dopo infarto, Propranololo è stato dimostrato utile per ridurre la ricaduta di irritabilità cardiaca e migliorare l’outcome a lungo termine. Per emicrania e tremore essenziale, la profilassi può ridurre la frequenza degli attacchi e la severità dei sintomi. In alcune situazioni di ansia situazionale, l’uso può offrire benefici sintomatici, anche se tale indicazione resta considerata off-label e va valutata caso per caso.
Controindicazioni assolute comprendono bradicardia significativa e blocco AV di secondo o terzo grado senza pacemaker, shock e insufficienza cardiaca acuta o disfunzione severa della pompa cardiaca. In presenza di asma bronchiale grave o BPCO marcata, l’uso di un beta-bloccante non selettivo può peggiorare la funzione respiratoria e deve essere evitato a favore di alternative più selettive.
Tra le precauzioni figurano il rischio di ipotensione ortostatica, soprattutto all’inizio del trattamento o quando si cambiano le dosi. I diabetici devono monitorare i sintomi di ipoglicemia, poiché i beta-bloccanti possono mascherarne i segnali tipici. Il metabolismo epatico del Propranololo può essere influenzato da condizioni epatiche, richiedendo aggiustamenti di dose e controllo della funzionalità epatica.
Nelle condizioni di pheochromocytoma è essenziale un’adeguata alfa-blockade prima di introdurre beta-bloccanti per evitare crisi ipertensive. In gravidanza e durante l’allattamento, il beneficio clinico va pesato contro i potenziali rischi per il bambino; la decisione va presa con il medico. L’interruzione improvvisa della terapia può provocare tachicardia di rimbalzo, ipertensione o angina, pertanto si preferisce una riduzione graduale sotto supervisione clinica.
Molto comuni (>1 su 10) includono affaticamento, stanchezza, bradicardia sintomatica, capogiri e freddo agli arti. Possono presentarsi disturbi del sonno o incubi, soprattutto all’inizio del trattamento. In alcuni pazienti si osservano anche sintomi respiratori in soggetti vulnerabili.
Comuni (1–10%) sono sonnolenza, mal di testa, difficoltà digestive, nausea, e una possibile ipotensione ortostatica. Alcuni riferiscono lieve malessere generale o alterazioni temporanee della funzione sessuale. Questi effetti tendono a diminuire con l’adattamento del dosaggio.
Non comuni (0,1–1%) includono edema periferico, deterioramento della funzione cardiaca in soggetti predisposti, pseudo-ritmi o sensazioni di parestesia. Rari sono rash cutanei, alterazioni epatiche lievi e, in casi isolati, disturbi dell’umore o sintomi respiratori di lieve entità.
Molto rari (<0,1%) comprendono depressione severa, allucinazioni, broncospasmo in soggetti particolarmente sensibili e reazioni allergiche gravi. Qualsiasi sintomo insolito o persistente deve essere valutato tempestivamente dal medico o dal farmacista.
Con altri farmaci antihipertensivi o antiaritmici, il Propranololo può aumentare l’effetto ipotensivo e bradicardizzante. L’associazione con calcioantagonisti non diuretici (verapamil, diltiazem) espone al rischio di blocco AV e di ipotensione; questa combinazione richiede monitoraggio stretto e supervisione medica.
Con insulina o antidiabetici orali, i beta-bloccanti possono mascherare i sintomi di ipoglicemia; è consigliata una vigilanza più accurata e l’eventuale aggiustamento delle dosi di glicemico. La concomitanza con digossina può aumentare i livelli plasmatici di quest’ultima e potenziare l’effetto sul nodo atrioventricolare, quindi è utile un controllo ECG e la valutazione dei sintomi.
Altri partner farmacologici che possono interagire includono alcuni antidepressivi, antiarrhythmici e farmaci che influenzano i sistemi enzimatici epatici (CYP2D6, CYP1A2). L’assunzione di alcol può intensificare gli effetti sedativi e ipotensivi. In presenza di pheochromocytoma, i beta-bloccanti vanno usati solo dopo alfa-blocco adeguato. Informare sempre il medico di terapie integrative o fitoterapiche in corso.
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